Il primo contenuto per cui mi hanno pagata era per un cappotto, per un piccolo negozio dell’usato nella mia Bologna. La foto era abbastanza brutta (luce gialla, sfondo improvvisato) e il testo era lungo, troppo lungo. Ma il cappotto venne venduto la sera stessa.
Da lì ho continuato con pagine prodotto, newsletter e contenuti per marchi indipendenti, imparando soprattutto a riconoscere quando un tono sembra naturale e quando sta soltanto provando molto intensamente a esserlo.
Scrivo appunti disordinati, salvo troppe immagini e cambio idea abbastanza spesso, ma non lo considero sempre un difetto: qualche volta significa che ho notato qualcosa che prima mi era sfuggito, altre volte significa semplicemente che ero partita male.
Su Invitalo mi occupo di beauty e benessere.